Molte volte si equivoca la depilazione come fonte di erotismo mentre non è altro che
una buona norma igienica dettata anche dalla cultura romana e greca nonché indiana.
A Roma in età imperiale, e peli pubici e ascellari erano considerati non solo un in
estetismo, ma associati all’idea di sporcizia e di cattivo odore.
Sono le radici dei peli e i peli stessi ad emanare a contatto con il sudore quel cattivo
odore in quanto il sudore di per sé non risulta essere maleodorante.
Il desiderio della depilazione diventa una vera e propria ossessione sessuale, quando
nasconde una vera e propria devianza psicologica mirante alla castrazione o evirazione,
soprattutto se uomini e donne insistono nel voler tagliare personalmente i peli pubici
dei partner.
Da millenni i capelli sono considerati simbolo della forza e dell’energia anche
sessuale ed ecco perché un motivo inconscio di castrazione si può riscontrare nell’imporre
socialmente il taglio dei capelli agli uomini mentre la figura emblematica dell’erotismo
femminile è sempre rappresentata da una giovinetta dalle lunghe chiome fluenti brune o
bionde e mai con un taglio alla garconne.
Gli ebrei ortodossi impongono alle loro donne il taglio dei capelli affinché non
inducano all’adulterio altri uomini.
Oggi l’indifferenza per la lunghezza dei capelli sia negli uomini che nelle donne ha
fatto scomparire la paura maschile di essere accusati di omosessualità.
Una depilazione genitale ha solo l’effetto di rendere gli organi un po’ più sensibili
ma sarà bene usare prodotti adatti e subito dopo agire con olii rigeneranti e anti
infiammanti poiché la pelle dei genitali è comunque più sensibile in quanto sempre
protetta sia naturalmente dai peli che artificialmente da indumenti.
Ottimo Olio
Oggi è certo che in pieno millennio sono cambiati i concetti di bellezza, di sensualità
e di igiene.
Tra minimalismo e barbarie cambiano anche i concetti estetici per l’uomo: rasati o irsuti?
Da qualche anno sempre più uomini scelgono la depilazione integrale.
Le rappresentazioni e gli usi corporei sono storici e allo stesso tempo contingenti, e
variano secondo l’epoca, il luogo e la cultura.
Religiosa o erotica, la depilazione del pube ha sempre avuto lo stesso significato: per
essere umani bisogna togliersi la pelliccia. Il pelo rinvia all’animalità ma i difensori
del pelo invocano oggi un ritorno alla natura.
La depilazione integrale è stata negli ultimi decenni tradizionale appannaggio del porno,
ma occorre ricordare che il gusto del pube depilato è moneta corrente in terra islamica,
come lo era nell’antica Cina e nella Grecia classica.
Riportandoci a quanto detto prima ovvero sull’appannaggio del porno in merito alla
depilazione, modello irrefutabile della felicità sessuale, secondo gli adepti dunque, la
depilazione intima facilita l’accesso al sesso e accresce le pratiche orali: ci si può
baciare più facilmente, la depilazione genitale lascia più spazio ai giochi e ai
preliminari sensuali.
Senza dubbio la depilazione è anche una maniera per rendere più asettica la sessualità,
perché il sesso diventa più astratto.
La depilazione è certamente una nuova visione della bellezza intima, insomma è un effetto
collaterale coadiuvata dall’uso di profumi e oli aromatici che rendono la pelle brillante
e setosa.
Spesso il pelo è associato alla sporcizia e alla malattia.
Secondo alcuni, nella depilazione integrale c’è una quota di indecenza morbosa da non
trascurare.
L’effetto finale è quello di sentirsi offerti, esposti allo sguardo come un oggetto
sessuale disponibile, una bambola un po’ oscena. Il pube rasato evoca fantasie di
adolescenti imberbi, o al contrario di finto pudore.
L’assenza di peli e una pelle ben lucidata conferisce al corpo un’estetica plastica
simile a quella di una statua vivente anche se ambigua.