I sex shops europei esibiscono versioni moderne di mezzi meccanici già noti in Cina da sei secoli, o forse più. Sia gli anelli per il pene che le "palline tintinnanti" (o "campanelli") sono menzionati nei racconti erotici che risalgono alla dinastia Ming. L'anello per il pene era destinato ad assicurare che lo Stelo di Giada, una volta in stato di erezione, rimanesse tale. L'anello, fatto di giada o, talvolta, di avorio (benché le classi più povere fossero costrette a usare una striscia di stoffa) veniva collocato attorno alla base dello "stelo" e assicurato mediante un nastro di seta che passava in mezzo alle gambe e attorno alla vita. Alcuni di questi anelli erano forniti di rilievi con l'intento di agire da stimolante sulla Preziosa Terrazza della donna durante l'atto sessuale. Quelle che sono invece conosciute con il nome giapponese di rin-notoma, che significa "palline tintinnanti", sono una variante di ciò che una volta i Cinesi chiamavano "campanelli birmani". originariamente, essi erano molto in voga nell'Asia sudorientale oltre che in Cina.
Il viaggiatore inglese Ralph Fitch ne fece una descrizione riferendosi agli stati Shan di Birmania alla fine del sedicesimo secolo. Egli narra che gli uomini portavano "grappoli di piccole palline nelle loro parti intime... Essi incidono la pelle e ve le introducono sotto". Gli aristocratici le avevano "d'argento dorato ed eseguite con grande perizia", e queste suonavano "come campanellini"; anche quelle di rame usate dai meno abbienti tintinnavano, "ma molto poco". L'imperatore "qualche volta se le toglie e ne fa dono ai suoi nobili e questo è segno di grande favore". Qualche anno più tardi, il mercante fiorentino Francesco Carletti notò anch'egli questa usanza, questa volta in Tailandia. "Questi sonagli erano delle dimensioni di una nocciola e di forma rotonda o ovale". Quando due o tre di queste palline venivano inserite sotto la pelle del pene, ne derivava "I'ingrossamento del membro che tutti si possono immaginare". Anche Niccolò dei Conti, un nobile veneziano che si era recato in Birmania all'inizio del quindicesimo secolo, scrive che c'erano "delle vecchie le quali altro non facevano se non vendere questi sonagli". Entrambi gli autori sono concordi nell'affermare che, qualunque fossero state le motivazioni che avevano dato origine a quel costume, esso si era perpetuato perché le donne ne consideravano l'effetto estremamente eccitante.Anche le stesse donne facevano uso dei "campanelli Birmania', dapprima inserendone uno nella vagina prima del rapporto, poi come mezzo di autosoddisfacimento. In quest'ultimo caso, era necessario un paio di piccole sfere d'argento, una contenente una goccia di mercurio e l'altra una sottile linguetta di metallo. Procuravano una sensazione erotica senza confronto al più lieve movimento delle cosce o delle gambe. Le palline rin-no-tama per le donne si diffusero in occidente nel diciottesimo secolo e poi ancora nel ventesimo, benché la versione moderna consista di tre sfere, non due, una delle quali è vuota.I sussidi meccanici per il soddisfacimento sessuale cominciarono ad essere inventati o adottati in Cina solo quando la società divenne troppo puritana per tollerare quei manuali sessuali che avevano avuto un ruolo così importante per più di mille anni. oltre a ciò, il sesso insegnato dai manuali presupponeva disponibilità di denaro e tempo libero, divenuti entrambi assai più scarsi. Intorno al 1600, la conoscenza di quei testi si era tanto scolorita da rendere necessaria l'introduzione di altri metodi di iniziazione al sesso.Shen Te-fu, vissuto durante il periodo Ming, scrive che nella "Sala dei gioiosi Buddha", c'erano "coppie di Buddha, sfarzosamente adornati, raffigurati nell'atto di abbracciarsi e con i loro organi sessuali uniti insieme [uno dei due Buddha era femminile]. Alcune statue avevano le parti genitali mobili, perfettamente visibili... In occasione del matrimonio di un principe, la coppia viene condotta in questa sala. Dopo che hanno pregato in ginocchio, lo sposo e la sposa devono toccare i genitali delle statue, al fine di imparare così, senza bisogno di parole, la dinamica dell'unione sessuale... La ragione di ciò è il timore che le auguste persone possano ignorare i vari metodi dell'atto sessualeEra il colmo dell'ironia. Nessun Maestro taoista, favorevole alle pratiche sessuali, e certamente nessun buddhista, con il suo rifiuto del sesso, avrebbero mai potuto prevedere che un giorno a regali sposi cinesi sarebbero stati insegnati i fatti della vita, servendosi come modello di una statua di Buddha!

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